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Abusi edilizi su area archeologica e costa
Legambiente: «Il malaffare si è ben riorganizzato anche nella pubblica amministrazione»

«Abbiamo appreso con viva soddisfazione dell’avvenuto sequestro a Crotone del Marine Park Village di punta Scifo». È quanto dichiarano i soci del Circolo Ibis Legambiente di Crotone in un comunicato inviato alla stampa. «Un grande plauso - scrive il circolo alla Procura di Crotone che ancora una volta sopperisce al vuoto e alla ‘disattenzione’ delle amministrazioni pubbliche nella gestione e nel governo del territorio. Anche in passato sono state poste sotto sequestro e addirittura confiscate intere lottizzazioni abusive lungo la bellissima costa crotonese, ma alcuni procedimenti prima ancora di affrontare i tre gradi di giudizio, già in fase di udienza preliminare sono stati archiviati, le altre non hanno mai visto l’ultimo grado di giudizio in quanto sono state bloccate prima». «L’unica confisca andata in porto, ma “congelata” nell’esecuzione, riguarda le circa venticinque costruzioni abusive - afferma Tommaso Tedesco, presidente onorario del circolo Legambiente -, realizzate sul lotto assegnato dall’Ente di riforma fondiaria alla famiglia Grande Aracri di Cutro, che tagliano in due il Parco archeologico di Capo Colonna. Lo abbiamo denunciato nel 2007 alla presenza del presidente nazionale della Commissione antimafia e al procuratore generale di Crotone, quando è stato inaugurato quel piccolo capanno di osservazione che ora fa da sentinella al promontorio, a pochi metri dalle villette. Sull’abusivismo edilizio dilagante avevano già scritto sul Dossier di Legambiente “Mare Monstrum 2006 - i numeri e le storie dell’assalto alle coste”». Antonio Tata ricorda che «sul promontorio Lacinio nel lontano 1997 vennero demoliti dal Comune di Crotone, successivamente anche dalla Soprintendenza archeologica della Calabria, fabbricati abusivi che lambivano da anni i resti archeologici. Fatti episodici, sempre sostenuti dal circolo di Legambiente, ma fatti pagare caramente a chi si è esposto in prima persona su queste vicende. Tanto che il malaffare si è ben riorganizzato, tentando di insinuarsi nella pubblica amministrazione, utilizzando come grimaldello l’urbanistica permissiva e moderna, finalizzata a creare sviluppo anche se consuma suolo, deturpa l’ambiente e cementifica le coste, ma che si può fare se prevista nei Piani regolatori comunali». «Il nuovo corso - prosegue la nota -, con nuove amministrazioni e con rinnovati dirigenti e funzionari della PA, si è subito imposto nel territorio crotonese. Un vero e proprio "New deal" della pianificazione urbanistica. Per rimanere solo alle aree costiere, basta ricordare che sono stati sbancati migliaia di metri cubi di terreno dalla collina dell’Irto, tanto da far franare in più punti la strada per Capo colonna, per realizzare…villaggi turistici; il terreno riportato più in là é servito come piattaforma per far sorgere delle vere e proprie lottizzazioni, i cui proprietari si sono premurati di acquisire la qualifica di “imprenditore agricolo professionale” anche se di professione fanno tutt’altro. Parte delle aree vincolate di Vrica e Stuni, per essere ‘valorizzate’, sono state inserite nel verde condominiale di alcune lottizzazioni residenziali turistiche della costa. Nel comune di Isola Capo Rizzuto - sottolinea ancora la nota - con un vecchio programma di fabbricazione si sono inventati i contratti di programma Riurb, per sanare, pardon, ‘riqualificare’ migliaia di costruzioni abusive nelle cinque località più belle della costa isolitana prospiciente l’Amp: Le Castella, Capo piccolo, Capo Rizzuto, Le Cannella e Marinella. A Sovereto si stanno costruendo diversi fabbricati a più piani al confine con il Sito di importanza comunitario denominato ‘Dune di Sovereto’ e all’ormai abusata Area marina protetta». «In questi ultimi anni – scrive Legambiente - abbiamo dovuto assistere a fatti inquietanti: un giudice che chiama come consulente l’attuale assessore regionale all’urbanistica e, guarda caso, il reato di lottizzazione abusiva scompare (fa curriculum nella giunta Oliverio); programmi televisivi tra noti avvocati e magistrati in cui quando veniva invocata la necessità di depenalizzazione del reato di lottizzazione abusiva, ci si scambiava sorrisi e pacche sulle spalle». «Per queste considerazioni – afferma Girolamo Parretta, presidente di Legambiente Crotone - poniamo con forza alle due amministrazioni comunali di Crotone e Isola Capo Rizzuto la necessità e l’urgenza di avviare le seguenti azioni per la salvaguardia della costa: la revisione degli strumenti urbanistici del Comune di Crotone e Isola Capo Rizzuto, ponendo come obiettivi primari la valorizzazione degli aspetti naturalistici, archeologici e storici presenti nei due comuni e il consumo Zero di suolo; il blocco del Programma di recupero urbano di Isola Capo Rizzuto, in particolare quello di Le Castella per la parte adiacente le dune di Sovereto, e una verifica puntuale sulle sanatorie da concedere sotto il profilo ambientale, paesaggistico e igienico sanitario. L’assegnazione definitiva delle case della lottizzazione confiscata di Capo Colonna al Comune di Crotone o al Polo museale regionale del Mibact al fine di procedere alla demolizione delle costruzioni e di conseguenza al completamento del Parco archeologico di Capo colonna; la riqualificazione verde del promontorio Lacinio con l’estensione dei rimboschimenti in atto dal piano di sedime dalle case confiscate a punta Scifo fino all’Irto; l’urgente costituzione di un ente di gestione dell’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, capace di tutelare la costa prospiciente e indirizzare la sostenibilità dello sviluppo costiero».

da laprovinciakr.it 23/02/2017