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Escursioni

Finalmente al via la stagione escursionistica 2017! Anche quest'anno il Circolo Ibis sta realizzado un programma dettagliato di tutte le uscite che verranno effettuate nel corso della stagione. La partecipazione non è riservata ai soli soci ma a tutti coloro i quali abbiano il desiderio di vivere avventure e scoprire posti nuovi, completamente immersi nell'incontaminata natura delle montagne calabresi e non solo. Che siate maestri di sopravvivenza, o passeggiatori alle prime armi non importa, ci sono percorsi per tutti i gusti e di ogni difficoltà. Ciò che veramente importa è la passione, nonché la voglia di trascorrere giornate di assoluto divertimento circondati da solo verde. Per maggiori informazioni contattateci.

Scorse Edizioni

Dettagli
Località di partenza: Strada comunale Sersale-Raga
Lunghezza percorso: 7,4 km A/R
Durata: 4 ore circa
Dislivello: 190 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: Presente in alcuni tratti
Acqua potabile: Assente, si consiglia il rifornimento

Valli Cupe
Canyon Valli Cupe e Borgo Marcaglione (CZ)
Itinerario: Strada comunale Sersale-Raga - Sentiero Valli Cupe - Canyon Valli Cupe - Fiumara Fegato - Borgo Marcaglione - Ritorno
Descrizione: Lungo il percorso il visitatore ha l’opportunità di conoscere, tramite delle tabelle esplicative, le piante arbustive ed arboree tipiche della macchia mediterranea, di riposarsi sotto l’ombra degli alberi e di imbattersi in un secondo punto panoramico, quattro piazzole dei carbonai attrezzate con comodi sedili in legno dove si può vedere una ricostruzione di vecchie “carvunere”, di una “carcara” e di un “pagliaru”. Arrivati nella valle si attraversa il corso d’acqua Fegato tramite un ponte di legno; a destra si va verso il Borgo Marcaglione e a sinistra si va verso le Valli Cupe e il canyon che si presentano come delle pareti scavate dagli agenti atmosferici e dagli uccelli che qui nidificano. Entrati nel canyon il visitatore può ammirare questa meraviglia della natura, una fra le più suggestive d’Italia. Il canyon, ricco di specie vegetali di rara bellezza, offre altrettanto con la fauna rappresentata dalla salamandrina dagli occhiali, nibbio, gufo, gheppio, corvo imperiale, capovaccaio ecc.. La parte finale del sentiero si inserisce in un corridoio di straordinaria bellezza dove la luce si cela. Il canyon è unico proprio per la sua conformazione geografica. Uscendo dal canyon si proseguirà lungo la fiumara Fegato nella direzione opposta, verso borgo Marcaglione, costituito da vecchie strutture rurali ottocentesche abbandonate, che conserva un fascino unico, essendo stato rifugio di briganti e offrendo un panorama suggestivo che spazia dai vicini terrazzamenti ad uliveti per arrivare sino alle ripide pareti delle Valli Cupe e allo sfondo verdeggiante del monte Raga. Il rientro avviene per la stessa via già percorsa.

Dettagli
Località di partenza: Caserma Forestale del Gariglione
Lunghezza percorso: 10 km circa A/R
Durata: 3 ore circa
Dislivello: 313 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: presente
Acqua potabile: fontane nelle località Buturo e Tirivolo; assente lungo l’itinerario

Valle del Tacina
Valle del fiume Tacina (CZ)
Itinerario: Caserma Forestale del Gariglione - Ex Sentiero 12 PNS - Bassavalle del fiume Tacina
Descrizione: Dal lato ovest della Caserma Forestale del Gariglione l’itinerario si sviluppa in coincidenza con l’ex sentiero n° 12 del P.N.S., fino a giungere alle opere di presa dell’acquedotto di Crotone. Da una diramazione si può arrivare a Pisarello, dove il bosco misto a faggi e abeti bianchi diventa una faggeta pura. Lungo il percorso si guadano alcuni ruscelli e si incontrano piazzole dove si allestivano carbonaie. Dopo aver abbandonato il percorso sovrapposto al sentiero n° 12, poco prima di raggiungere il corso d’acqua del Tacina, una deviazione conduce adun altro punto panoramico sulla radura circondata da foreste lussureggianti. Proseguendo si raggiunge la splendida cascata “del Piciaro”, che prende il nome dalla figura che in passato incideva la corteccia dei pini larici per estrarne la pece. Si prosegue ulteriormente e poco dopo si discende nella parte bassa della valle del Tacina, probabilmente la più bella e suggestiva vallata dell’altopiano silano, una sintesi completa di tutti i paesaggi e gli ambienti in esso presenti. Impegnando un costone collinare sulla destra del corso d’acqua si arriverà ad un punto panoramico chiamato “Poggio dell’Elfo”, da cui si gode una magnifica visione di tutta la vallata.

Dettagli
Località di partenza: località Croce di Magara
Lunghezza percorso: 12 km A/R
Durata: 5 ore circa
Dislivello: 500 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: presente
Acqua potabile: presente alla località di partenza; assente lungo l’itinerario

Giganti della Sila
Giganti della Sila - Sentiero di Fallistro (CS)
Itinerario: Bivio Croce di Magara - Giganti di Fallistro - Sentiero di Fallistro (Macchia Sacra - Vallone delle sette acque)
Descrizione: Il sentiero di Fallistro si caratterizza da una prima parte nel sottobosco per poi arrivare prima alla radura del Macchione e poi a Macchia Sacra ai piedi di Monte Curcio. Si rientrerà passando dal bellissimo vallone delle sette acque. Il sentiero di Fallistrorisulta estremamente affascinante in primavera, per ammirare le diverse fioriture e i profumi dell’altopiano silano; in autunno invece si possono ammirare le splendide sfumature del Foliage (la particolare colorazione delle foglie degli alberi, che in questo periodo dell'anno varia in numerose tintecon risultati spettacolari).

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Località di partenza: Santa Barbara
Lunghezza percorso: 9 km A/R
Durata: 4 ore circa
Dislivello: 380 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: presente (ex sentiero P.N.S. n°9 percorso al contrario)
Acqua potabile: presenti due fontane nei pressi della località di partenza; assente lungo l’itinerario

Macchialonga
Macchialonga e Serra Ripollata (CS)
Itinerario: Fossiata (SP 255 per Longobucco) - Santa Barbara - Macchialonga - Serra Ripollata
Descrizione: Ci si mette in cammino, in leggera salita, in un bosco incantevole dall’aspetto decisamente nordico. Il viottolo è contrassegnato dalla segnavia (al contrario) giallo verde n.9 del Parco della Sila. Si viene fuori così in una sterrata proveniente dalla Fossiata. Andare a sinistra. Il percorso si mantiene in leggera salita e al pino laricio si aggiunge anche il faggio. Si giunge così nel grandissimo e straordinario pianoro erboso di Macchialonga. Si transita accanto a una baita abbandonata. Nei pressi di un bivio si staglia il piccolo ma raggiante laghetto di Macchialonga. All’incrocio appena citato, dopo una visita al magnifico specchio d’acqua, proseguire diritti. Si sale un po’ di quota. Si arriva così a un altro crocevia. Sulla sinistra si apre il dolce e panoramico costone di Serra Ripolata. Sulla cima il panorama è a 360 gradi. Giù i vasti pascoli di Macchilonga. Nella valle, a ovest, il Lago Cecita, a est il Monte Pettinascura. Verso nord i rilievi del Pollino.

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Località di partenza: Centro visite Cupone
Lunghezza percorso: 11 km circa
Durata: 5 ore circa
Dislivello: 500 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: presente
Acqua potabile: presente alla località di partenza; assente lungo l’itinerario

Cupone
Cupone e Cozzo del Principe (CS)
Itinerario: Centro visite ”Cupone” - Cozzo del Principe
Descrizione: Entrare nell’area sbarrata e raggiungere il sentiero n.2 (ci sono delle cartelle che indicano il percorso appena detto). Seguire l’appena citato sentiero (con segnavia giallo-verde del corpo forestale), in leggera salita, in un bosco di pino laricio di varia età. Sparsi anche faggi, cerri e rosa canina. Dopo circa un km si giunge in località Corsonara, un tempo frequentata da numerosi biacchi, localmente chiamato corsone, da cui la località ha preso il nome. Più avanti tralasciare la via sulla destra, in discesa, e proseguire a sinistra, all'interno di un bosco sempre più bello. Al successivo bivio andare sempre a sinistra, tralasciando la deviazione a destra (sentiero N.6) per il Colle Napoletano. Inizia un po di discesa. Il faggio diventa la specie dominante. Non mancano comunque esemplari grossi di pino laricio. Sulla sinistra qualche scorcio panoramico, uno di questi verso la cima di Cozzo del Principe. Si giunge così nel Vallone Freddo. Nelle acque del purissimo torrente è possibile osservare la trotarellafario, la rana e la biscia d’acqua (quest’ultima raramente). In questo tratto il bosco si presenta misto, caratterizzato da piante ultra mature di pino laricio e da faggio d’età compresa tra i 45 e i 65 anni. Dal Vallone Freddo la salita si fa più decisa e si guadagna quota molto in fretta. Ma ad un certo punto ecco che il percorso diventa pianeggiante. Prima di un’apparente sella, per raggiungere il belvedere di Cozzo del Principe, la segnaletica invita ad staccarsi dalla sterrata principale e di proseguire a sinistra. Si giunge in breve al bellissimo panorama di Cozzo del Principe. Nella valle il Lago Cecita. In inverno il percorso si trasforma in un stupendo percorso per le ciaspole.

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Località di partenza: Nocelle
Lunghezza percorso: 15 km circa
Durata: 7 ore e mezza circa
Dislivello: 570 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: presente (P.N.S. n°8 – CAI 420)
Acqua potabile: presente alla località di partenza; assente lungo l’itinerario

Pino Collito
Colli Perilli e Montenero (CS)
Itinerario: Pino Collito (loc. Nocelle) - Colli Perilli (croce dei laghi) - Vetta di Montenero
Descrizione: La zona è una delle più integre e solitarie e solitarie. Il sentiero è molto suggestivo e regala a chi lo frequenta alcuni tra i punti panoramici più suggestivi di tutta la Sila. Dai punti panoramici si possono ammirare il Lago Ampollino, il Lago Arvo e le più importanti vette della Sila Piccola, l’Alta Valle del Marchesato e il Mar Ionioe una volta raggiunta la vetta di Montenerosi possono osservare il massiccio del Pollino, le più importanti vette della Sila Grande e la vetta più alta della Catena Costiera, Monte Cocuzzo. Nelle giornate limpide si possono scorgere l’Etna e le isole Eolie.

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Località di partenza: Vallata dell’Inferno
Lunghezza percorso: 8 km circa
Durata: 5 ore circa A/R
Dislivello: 478 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: assente
Acqua potabile: assente lungo l’itinerario

Monte Botte Donato
Valle dell’Inferno - Botte Donato (CS)
Itinerario: Valle dell’Inferno - Botte Donato
Descrizione: La meta di questo itinerario è la vetta del Botte Donato, massima elevazione dell’intero altopiano silano (specificando che la vetta può essere raggiunta anche in auto percorrendo la cosiddetta “strada delle vette”, partendo da Lorica o da Monte Scuro. Ci si incammina lungo la sterrata che risale il vallone sulla destra del corso d’acqua ed attraversa un bel bosco di pini e di faggi fino a raggiungere l’arrivo delle piste da sci. Risalendo lungo una qualunque delle piste si raggiunge la strada delle vette e, piegando sulla destra, la panoramicissima vista dal Monte Botte Donato, la più alta vetta della Sila.

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Località di partenza: Ferriera di Ferdinandea
Lunghezza percorso: 11 km circa
Durata: 6 ore A/R
Dislivello: 497 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: assente lungo il percorso
Acqua potabile: presente una fontana alla località di partenza; assente lungo il percorso

Ferriera di Ferdinandea
Cascata del Marmarico (RC)
Itinerario: Ferriera di Ferdinandea - Torrente Stilaro - Cascata del Marmarico
Descrizione: La cascata del Marmarico con i suoi 114 metri di altezza è la più alta della Calabria e del Sud Italia. Nel 2011 ha ottenuto il riconoscimento di “Meraviglia italiana”. Si trova nell'alto corso della fiumara Stilaro, nel vallone Folea. Il luogo circostante ha l'omonimo nome della cascata, e al di sotto di essa si trova un piccolo laghetto. L’itinerario per raggiungere le cascate parte dall’antica Ferriera Ferdinandea che inizialmente costeggia il vallone Folea per poi allontanarsi seguendo il percorso dell’antica condotta forzata che alimentava le centrali idroelettriche di epoca borbonica e scendendo a valle attraverso uno stretto sentiero. Si giunge in un punto panoramico da cui è possibile osservare dall’alto l’imponenza delle cascate. A fondo valle ci si troverà nei pressi del Folea e da lì si proseguirà seguendo il sentiero che costeggia il torrente e si giungerà ai piedi della cascata.

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Località di partenza: Longobucco
Lunghezza percorso: 14 km circa
Durata: 6 ore circa A/R
Dislivello: 700 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: presente
Acqua potabile: presente alla località di partenza e lungo l’itinerario

Longobucco
Via delle miniere argentifere (CS)
Itinerario: Longobucco - Torrente Manna - Monte Altare
Descrizione: Tra le escursioni più interessanti da fare nel comune di Longobucco c’è la famosa Via delle Miniere, un percorso storico e naturalistico che conduce lungo una serie di fitti boschi dove una volta si estraeva la galena argentifera. Citata nelle Variae di Cassiodoro del VI secolo, la Galena Argentifera (solfuro di piombo con tracce di argento) è stata la ricchezza del mediterraneo fino al XVII secolo. Angelo Lipinsky, l’artista dei primi del novecento cultore e conoscitore dell’arte antica convince anche il peggior sordo “Come la fortuna di Atene era legata alle miniere del Laurion, quella di Sibari all’Argentera della Sila”. Vero e proprio museo all'aperto, la Via delle Miniere conduce sino al monte Altare, a 1.653 metri di altitudine, da cui si gode una magnifica veduta sulla valle del Trionto.

Dettagli
Località di partenza: Entrata del sito
Lunghezza percorso: 4 km
Durata: 1 ora circa
Dislivello: 30 m
Difficoltà: T (turistico)
Segnaletica: presente
Acqua potabile: assente lungo l’itinerario

Acerenthia
Antico borgo di Acerenthia (KR)
Itinerario: Antico borgo di Acerenthia
Descrizione: La particolarità di questo borgo che affascina i visitatori che vi si avventurano, è data dal fatto che si tratta di un borgo abbandonato. Il paese fantasma di Acerenthia, infatti, venne abbandonato dalla popolazione nel 1844, principalmente a causa delle cattive condizioni igieniche ed epidemie che causavano diversi stermini. Per via delle epidemie la popolazione si ridusse con il passare del tempo, fino a raggiungere il numero di poche centinaia di persone tra il 500 e la prima metà del 600. Dopo il terremoto del 1738 che distrusse diverse zone della Calabria tra cui lo stesso borgo di Acerenthia, gli abitanti decisero di trasferirsi e costruire un nuovo borgo, su un colle posto sopra l’ormai vecchio comune. Il nuovo centro urbano di Cerenzia venne realizzato e nel 1844 il vecchio borgo di Acerenthia venne ufficialmente abbandonato. Il borgo fantasma di Acerenthia dista appena 10 chilometri a est rispetto a San Giovanni in Fiore. Quando era ancora viva, il piccolo paese fu sede vescovile per ben 9 secoli, tanto da essere considerata la diocesi suffraganea nel meridione. E’ possibile fare anche un salto alle Grotte Basiliane, nella zona Giancola a 2 chilometri di distanza. Era proprio in queste grotte che si tenevano i riti della tradizione greco bizantina. La città fantasma fu fondata di Filottete o dagli Enotri, dato poco chiaro per gli studiosi. Sorgeva, circondata da mura alte, sulla vallata del fiume Lese che un tempo era noto come Acheronte (da qui il nome del borgo). Il borgo è costituito principalmente di antichi ruderi, le vecchie abitazioni e palazzi storici andati in rovina, tra cui i resti dell’antica torre del Vescovado, simbolo e monumento di Acerenthia, l'impianto bizantino della chiesa di S. Teodoro, la struttura fortificata della Casa del Principe, il seicentesco edificio Benincasa. Il Vescovado, posto al centro della città, fa intendere che si tratta di un edificio d’inestimabile valore. Altra struttura importante del borgo era la chiesa, dedicata a San Leone e al martire San Teodoro di Amasea. Nonostante la chiesa sia in rovina, è visibile l’architettura originaria a 3 navate.

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Località di partenza: C.E.A. di Santa Severina
Lunghezza percorso: 12 km circa
Durata: 6 ore circa
Dislivello: 250 m
Difficoltà: E (mediamente impegnativa)
Segnaletica: assente
Acqua potabile: assente lungo l’itinerario

Monte Fuscaldo
Monte Fuscaldo e Valle Niffi (KR)
Itinerario: C.E.A. di Santa Severina - Carigli - Timpa della Zita - Valle Niffi - Monte Fuscaldo
Descrizione: Il comprensorio di Monte Fuscaldo fa parte dell’area collinare del Marchesato crotonese e funge da spartiacque tra le valli dei fiumi Tacina e Neto. Raggiunge un’altezza di 565 mt ed è caratterizzato da pendici solcate da valli e canion che offrono la possibilità di nidificare a numerose specie di uccelli rapaci, alcuni dei quali molto rari e in via di estinzione sul territorio nazionale quali il Capovaccaio (Neophron percnopterus), il Nibbio reale (Milvus migrans) ed il Gufo reale (Bubo bubo). Per questo motivo l’area, che ha un’estensione di circa 2.500 ha, è stata inserita nell’elenco dei Siti d’Importanza Comunitaria della rete Natura 2000. Si parte dal Centro di Educazione Ambientale del Marchesato, inoltrandosi in una suggestiva vallata per poi portarsi in località Le Serre percorrendo una stretta mulattiera. Giunti presso i ruderi di vecchie case coloniche si raggiunge una strada sterrata che seguiremo a destra. A questo punto si percorre il lato ovest della dorsale godendo del panorama sulla Valle del Tacina che scorre ai piedi della Sila. Si giunge così sotto Timpa della Zita, alla testata di Valle Niffi, punto ideale per l’osservazione di numerose specie di uccelli rapaci. Qui, le Guide del CEA del marchesato, predispongono periodicamente dei punti di alimentazione che permettono di vedere rapaci quali il Capovaccaio, il Nibbio reale, il Nibbio Bruno, il Falco di Palude, Pecchiaioli e Poiane. Il percorso prosegue a questo punto lungo la dorsale est e lo sguardo, ora rivolto verso il mare permette di osservare il territorio del marchesato delimitato dal Golfo di Squillace, dalla propaggine della penisola crotonese, con la sua Riserva Marina, fino alla Foce del Neto.